harry quebert La verità sul caso Harry Quebert, di Joel Dicker (del 2012), é diventato uno dei casi letterari di questi anni, ed ho deciso di recuperarlo ‘soltanto’ quest’anno, essenzialmente perché non mi piace tanto leggere un romanzo quando va di moda, quindi o lo faccio prima o lo faccio dopo. E faccio un avviso ai naviganti: io adoro leggere libri che parlano di libri, di scrittori, di letteratura – quindi da me ne avrete parecchi 🙂

Io partirei dal genere, nel senso che il thriller si mescola spesso e volentieri nel romance, così come il 1975 si alterna al 2008: Marcus Goldman, scrittore di successo, fatica a scrivere il suo secondo libro quando si ritrova a correre in aiuto del suo mentore, il famoso Harry Quebert, incolpato dell’omicidio di una ragazza avvenuto nel ’75. Ricostruendo la storia di quell’estate, Marcus arriverà a conoscere meglio il grande scrittore americano e quella controversa storia d’amore, ma riuscirà al tempo stesso a sbloccarsi e a scrivere il suo tormentato secondo libro, grazie a questa vicenda. 

Quello che ho più apprezzato, al di là delle interconnessioni di passato e presente, é la scelta di alternare i capitoli prettamente narrativi con le 30 lezioni sulla scrittura che Quebert ha dato a Marcus, e che partono appunto dalla trentesima. Perché oltre ad essere un thriller, in un certo senso La verità sul caso Harry Quebert diventa pian piano anche un romanzo di formazione, nel senso di formazione sull’essere e diventare degli scrittori.

quebert insideNon preoccupatevi per le quasi 800 pagine: scorrono via molto rapidamente, tra la voglia di sapere chi ha ucciso Nola (che mi ha ricordato molto Laura Palmer – chi ha visto Twin Peaks mi può capire), se Harry é colpevole o meno e se Marcus Goldman riuscirà di nuovo a scrivere. Ed infine credo sia molto azzeccata la scelta di ‘spostare’ il colpo di scena finale sulla seconda linea narrativa, che non é meno piena di bugie e finzioni della prima… 😉

 

Vera

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