Non fatevi influenzare dal titolo della ‘rubrica’: non é solo per i giovanissimi ma anche per adultissimi – anche perché qui non siamo più sedicenni, ma ci piacciono ancora troppo i libri per ragazzi.

Brian Selznick, lo ammetto, é una mia passione. Da quando ho comprato La straordinaria invenzione di Hugo Cabret sono letteralmente impazzita per lui (ed era impossibile non esserlo, per me): riesce ad unire le immagini (il cinema, quindi) alle parole in modo talmente fluido che sembra di avere davanti lo storyboard di un film con delle annotazioni. Tant’é che che ho preso anche La stanza delle meraviglie non appena é uscito in libreria, ed idem con quest’ultimo.

 

 

Marvel

Con Il tesoro dei Marvel torna un po’ alle origini, rimettendo in scena addirittura una dinastia di attori (ho sempre un po’ immaginato che con Hugo Cabret – non so se avete visto il film di Scorsese, comunque ve lo consiglio – volesse omaggiare un grandissimo regista francese, Georges Méliès, il papà della fantascienza in pratica) che incrocia la curiosità di Joseph (moderno David Copperfield), fuggito di casa per andare a trovare il misterioso zio londinese, Albert. Tra atmosfere piratesche e scenografie teatrali, quello che più mi ha affascinato é la sensazione ‘museale’ della casa dello zio, una sorta di templio del tempo, dove il passato sembra il vero e proprio abitante mentre Albert sembra più un custode di segreti.

Un’altra protagonista é certamente Londra: non a caso vi ho citato prima David Copperfield, perché il rimando a Dickens è perennemente presente, sembra quasi di poterlo perfino odorare tra le strade e le reliquie contenute e preservata nella casa di Albert. E, rimanendo nell’attualità, questo é un romanzo che tocca in modo soft e senza accuse o pregiudizi di sorta il tema dell’omosessualità. Una cosa sempre più rara, dai i fatti di cronaca, purtroppo.

Marvel 2 Non vi ho detto un’ultima cosa: la prima volta che ho visto il titolo e la copertina (non sapevo che un nuovo libro di Selznick fosse in uscita, lo confesso) ero alla Feltrinelli International di Roma, quindi il libro era in inglese. E stavo per comprarlo in inglese finché non mi hanno convinto ad aspettare l’uscita italiana, di lì a pochissimo. Tanta era la mia voglia di sfogliarlo…!

Buona lettura,

Vera

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