Per il classico del mese ho scelto uno dei vari libri di Wilkie Collins – e sì, lo so, sono partita da uno dei suoi minori e meno noti. In realtà mi piaceva l’idea di iniziare a leggere questo scrittore (così apprezzato da Dickens, vi faccio questo spoilerone) con una ghost-story di poche pagine, rispetto alle centinaia e centinaia che invece lo contraddistinguono – e vi faccio un’altra confessione: io adoro leggere i mattoncini, non so bene perché, ma la sfida del romanzo pesante mi attrae sempre e comunque.

collins albergo stregato

Ma torniamo a noi: compro questo MiniMammut della Newton Compton al Salone del Libro di Torino (era appena uscito) che inizia con una Contessa che si presenta nello studio di uno psicologo, dove prospetta il suo nuovo matrimonio. La misteriosa Contessa, con il facoltoso marito, approderà in un antico palazzo veneziano, che diverrà poi l’albergo del titolo, sede però di una morte misteriosa, di scambi di identità e passaggi segreti, alternando il romance al giallo, per finire con una sorta di epilogo-confessione in pieno stile Dieci piccoli indiani. Nonostante l’ambientazione italiana, la scrittura é assolutamente inglese, ed é amabilmente avvincente vedere con quale bravura stilistica riesca a tener vivo il mistero di un assassinio intrecciandolo con le passioni ed i dolori dell’amore umano, maschile e femminile. Il personaggio più bello è comunque quello della Contessa: una donna sfuggente, strana, inizialmente passabile per pazza, che infine si improvvisa addirittura drammaturga per svelare il mistero che pervade Venezia ed incombe sull’albergo. Ma ricordate che è pur sempre una donna, la quale dietro ad ogni apparente convenienza nasconde magari un profondo sacrificio.

 

Vera

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