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Non è facile recensire Teoria e pratica di ogni cosa (titolo originale Special Topics in Calamity Physics, 2006) il romanzo d’esordio dell’americana Marisha Pessl, entrata a pieno titolo nell’olimpo degli scrittori che adoriamo. Ci troviamo di fronte a un libro complesso, difficile da ascrivere a un unico genere: a metà tra romanzo di formazione e thriller, ricco di riferimenti letterari e cinematografici (ogni capitolo è intitolato come un grande classico o un’opera narrativa di successo) e corredato da disegni realizzati dall’autrice (si tratta di bozzetti in bianco e nero funzionali  alla trama, più che di valore meramente estetico).

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Prima pagina dell’indice, con la famosa “svista tempestosa”

Non abbiamo seguito “l’ordine cronologico” di uscita dei due romanzi della Pessl: il nostro primo appuntamento con lei è stato Notte americana (Night Film, 2013) – e non perché ci fosse chissà quale motivazione dietro: semplicemente perché eravamo in una libreria ed era disponibile solo l’ultimo uscito, altrimenti credo che li avremmo comprati tutti e due allora, uno a testa.

La storia della giovane Blue Van Meer e della sua iniziazione all’età adulta ci viene raccontata in prima persona da Blue stessa, sedicenne intelligente e con una straordinaria sete di conoscenza. L’amore per i libri e per la cultura è stato trasmesso a Blue dal padre, un docente universitario di scienze politiche che gira gli Stati Uniti con la figlia, accettando di volta in volta incarichi accademici sempre più prestigiosi. Orfana di madre sin dalla tenera età e priva di amici a causa del continuo nomadismo, Blue si focalizza sui propri successi scolastici e sulle sue letture, apparendo quasi disinteressata nei confronti dei suoi coetanei.

Inizialmente Blue potrebbe apparire un’aliena: una ragazzina che ama leggere, sì, ma tomi da bibliografie universitarie, e lei ne divora uno dopo l’altro a partire dai 12 anni o giù di lì. Questo aspetto che va ben oltre il ‘secchionismo’ potrebbe farla apparire forse troppo per i lettori (troppo informata, troppo studiosa, un eccesso infinito di nozioni fatta persona, e si sa che tipi umani del genere sono la personificazione stessa dell’asocialità e dell’antipatia). Vanno avanti così le prime 300, 400 pagine e probabilmente non si allontanano molto dalla realtà alcuni commenti letti sui social che rimangono spiazzati dal fatto che accada poco e niente, in termini di thrilling, nella storia per così tanto tempo (di lettura e di racconto), anche se vorremmo sottolineare come sin dalla primissima pagina l’autrice sveli una morte importante, partendo – come spesso alcuni scrittori amano fare (e non solo gli scrittori, ma qualsivoglia narratore di storie) – dalla fine e facendo dell’intero racconto un enorme flashback.

Tutto cambia però con l’arrivo nella cittadina di St. Gallway, dove il professor Van Meer sceglie di trascorrere l’ultimo anno di liceo della figlia prima che lei spicchi il volo verso la vita universitaria. Qui Blue viene catalizzata nella cerchia degli studenti devoti alla professoressa di cinema Hannah Schneider, donna bellissima, magnetica e misteriosa. Con i nuovi amici Blue sperimenta tutto ciò che fino a quel momento aveva osservato solo dall’esterno, come la popolarità, i grandi eccessi tipici dell’adolescenza e soprattutto condivide le teorie sul passato di Hannah… L’atmosfera in parte ricorda quella di Dio d’illusioni di Donna Tartt, anche se qui si tratta di un gruppo di giovani al liceo e non all’università, eppure risulta tangibile la sensazione di privilegio derivante dal far parte di una cerchia ammirata e, allo stesso tempo, temuta. Potremmo mettere le nostre quattro mani sul fuoco sul fatto che Marisha Pessl abbia letto questo libro della Tartt: la morte inserita immediatamente all’inizio del libro, senza climax, l’inserimento di una giovane solitaria nella cerchia ristretta dei ‘Sangueblu’ (come vengono definiti nel romanzo), con le difficoltà di accettazione iniziali, l’adeguamento ad un certo stile di vita, la fase normalizzante e la frantumazione di questa normalità, dettata da segreti e azioni conseguenti dai loro possibili svelamenti. Insomma, come in Dio di illusioni, l’ansia cresce man mano, dopo le svolte in puro stile mistery e con l’avventurosa indagine per lo svelamento della verità, che fa prendere alla narrazione sentieri diversi da quelli iniziali, forse più complottistici e noir.

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TBR scaturita dai libri citati da Blue

Sarebbe inopportuno svelare altri dettagli dell’intreccio: basti sapere che lo stile della Pessl è in grado di traghettare il lettore per quasi 700 pagine, dosando sapientemente descrizioni e avvenimenti misteriosi fino all’inaspettato finale e al test (!) da affrontare al termine del libro. Preziose anche le pagine per le annotazioni, dove è possibile segnare – per un ulteriore approfondimento – i film e i libri che Blue menziona nel corso della storia, e che noi non mancheremo certamente di ‘imbrattare’, perché è la storia  a chiedercelo e a costringerci a farlo, sappiatelo.

In definitiva, questa è una trama da cui farsi stregare e dove vengono esplorati tanto i sentimenti umani (amore, amicizia, invidia, vendetta, paura, dolore…) quanto le letture ideologiche della contemporaneità occidentale, che ostenta la democrazia e produce comunque un livellamento delle coscienze attraverso il consumismo e la massificazione della comunicazione. E se la prima impressione può essere quella di un esercizio intellettualistico di stile, sappiate sforzarvi di andare comunque avanti nella lettura, perché non è affatto, o semplicemente, solo tale: è una vera e propria immersione nella capacità di sovrapposizione di generi letterari, come forse nessuno era stato capace di fare prima.

Gwen e Vera

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