Non so perché ho iniziato a leggere Haruki Murakami da questo libro. Ho 1Q84 in attesa da vario tempo (forse più di tre anni) e dico sempre che devo leggerlo al più presto; poi capita che ti serve un romanzo breve da iniziare (e possibilmente riuscire anche a finire) durante un viaggio in treno, sfogli il Tolino e trovi La strana biblioteca, edito da Einaudi nel 2015 ed illustrato da Lorenzo Ceccotti – e per la cronaca sì, l’ho direttamente terminato sul treno 🙂

murakami cop Un racconto molto strano, vi avviso: un ragazzino, di ritorno a casa da scuola, decide di fermarsi in biblioteca per chiedere di poter leggere tutto quello che é presente riguardo la riscossione delle tasse durante l’impero ottomano (?! già da qui possono tranquillamente sgranarsi gli occhi, o accigliarsi, come vi viene più naturale). Il vecchio bibliotecario, dopo aver ascoltato la sua richiesta, lo conduce per lunghi cunicoli e labirinti, fino a farlo arrivare ad una stanza nei sotterranei della biblioteca e qui lo rinchiude letteralmente, lasciandolo alla mercè di un uomo-pecora che si rivela essere totalmente terrorizzato dal vecchio e per questo pronto a fare qualsiasi cosa gli venga ordinata. Il ragazzino viene obbligato a stare lì e leggere quanti più libri possibili, perchè nei piani del bibliotecario c’é la voglia di succhiargli via parte del cervello:

I cervelli pieni di conoscenze sono squisiti, sono cremosi e al tempo stesso granulosi

Insomma, il racconto inizia con una deviazione che si immagina puramente letteraria e si trasforma, pian piano, in un teen-horror, secondo quello stile fanciullesco proprio di Murakami, che lo rende un’opera tra il surreale e lo spaventoso – e di cui forse sarebbe interessante vedere un adattamento di Del Toro o Miyazaki.

Il tocco di mistery che si manifesta gradualmente, seguendo un climax perfetto, é sicuramente dettato anche dalla scelta del luogo: la biblioteca, diciamocelo, é IL luogo misterioso per eccellenza, in quanto al suo interno dimorano, assopite, infinite storie di avventure, amore o thriller, finché qualcuno non decide di risvegliarle, destandole grazie anche ad un minimo cenno dei lettori che scelgono di rapirle dal torpore degli scaffali impolveriti.

murakami In quello che ad un certo punto sembra essere un sogno davvero brutto, il ragazzino riceve per fortuna la compagnia e l’aiuto di una fantasmagorica ragazzina, che sembra preludere ad un finale positivo lanciando un’ancora di salvezza a quella solitudine ed oppressione totale che fa pensare a tratti a situazioni di rapimento se non anche peggiori nei riguardi dei bambini da parte di persone adulte.

Pare che quando uscì l’edizione inglese del breve romanzo (88 pagine, The Strange Library) ci fossero file e file di ragazzi ad aspettare davanti agli scaffali, in cerca di poterne acquistare una copia. Ma non fatevi trasportare dalla folla, perchè non si tratta esattamente di un romanzo per ragazzi: come scrive il New Yorker, si tratta di una favola (triste) che si trova a metà tra Kafka e Carroll, e che probabilmente fa riferimento a fatti realmente accaduti al suo autore – quando era piccolo, Murakami venne morso da un grosso cane nero sulla strada che lo portava da scuola a casa. E poi, perché un libro per ragazzi di solito non lascia in bocca quel sapore di amarezza che lascia questa triste ma consigliatissima storia di Murakami, illustrata sapientemente (forse non a caso in bianco e nero) da Ceccotti.

Vera

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