Sono tornata alle origini: era un sacco di tempo di tempo che non leggevo qualcosa della mia amatissima Agatha Christie – Gwen sa che alle medie leggevo praticamente quasi solo lei – e l’ho fatto con un libro regalatomi da un amico perché doppione, ovvero Sono un’assassina?., sempre edito da Mondadori e pubblicato per la prima volta nel 1966.

Questo é un romanzo un po’ particolare, costruito in maniera diversa rispetto ai ‘soliti’ con protagonista il famosissimo investigatore privato belga Hercule Poirot (lo adoro!), in quanto non si parte da un assassinio o dal ritrovamento di un cadavere. Di solito monsieur Hercule viene chiamato in causa una volta appurato il crimine di cui si dovrà occupare, mentre in questo caso una ragazza si presenta volontariamente, da sola, nel suo appartamento, per ‘confessarsi’ con lui, affermando letteralmente di “non poter escludere d’aver commesso un omicidio”.

agatha

Dapprima molto infastidito, Poirot si lascia poi comunque coinvolgere da questa strana situazione, complice la sua innata curiosità, alimentata non dal fido comandante Hastings (non presente in quest’avventura) ma dall’amica scrittrice – di gialli, bien sûr – Ariadne Oliver (molto probabilmente l’alter ego dell’autrice stessa), la quale lo affiancherà nell’indagine e lo aiuterà nella risoluzione del mistero.

Non è un caso che abbia evidenziato all’inizio l’anno della pubblicazione di Sono un’assassina?, perché la cosa che mi ha colpita di più di questa storia é come la Christie sia stata capace di evidenziare, all’interno di un mistery plot, l’affermarsi del nuovo stile di vita giovanile londinese degli anni Sessanta: decisamente hippy, sregolato, anticonformista e sessualmente spregiudicato. Le ragazze  vanno a vivere da sole, dividendo gli appartamenti con altre coinquiline  (come fa appunto la protagonista, Norma) ma non le loro vite, che rimangono totalmente private, distaccate dagli ‘obblighi sociali’ previsti dai rapporti di convivenza, sottolineando quindi come la singolarità dell’individuo diventi l’inizio stesso della propria condizione di solitudine.

Cambiano i tempi e perciò devono cambiare anche le storie della Christie, che devono adattarsi alle mode del momento, e forse anche per questo non stupisce più di tanto la frase che Norma, la-ragazza-che-forse-ha-commesso-un-omicidio, riserva a Poirot:

Lei é troppo vecchio. Nessuno mi aveva detto che era così vecchio. Proprio non voglio offenderla ma… é così: troppo vecchio. Mi scusi!

Anche se io non darei MAI E POI MAI del vecchio a Poirot!

Vera

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