Uscito sabato, iniziato a leggere il giorno stesso e finito ieri mattina. Non che Harry Potter abbia bisogno di presentazioni o preamboli, però vorrei avvisare che leggendo questa mia riflessione troverete per forza di cose qualche spoiler, non posso farne a meno 🙂

hpm-thumb-200x307-74999 Che poi proprio spoiler non direi, visto che noi appassionati leggiamo le varie recensioni sin da fine luglio, da chi lo ha letto in lingua. E proprio perché avevo letto a destra e a manca di opinioni più o meno distruttive, ero preparata veramente al peggio del peggio. Mentre lo leggevo, mi sono accorta subito qual era il problema principale, quello che ha portato i vari blogger a dire che questa storia era una leggerissima ombra delle precedenti avventure potteriane: é uno script teatrale, ed é scritta come una sceneggiatura teatrale. Non come un romanzo, con la speciale fluidità cui J. K. Rowling ci aveva magicamente abituati. Sì, i personaggi sono lievemente tratteggiati, ci sono salti temporali senza una spiegazione narrativa, ci sono scelte di plot che cozzano con quelle fatte in precedenza. Il figlio di Harry che vive malissimo la popolarità del padre e decide di avere come suo unico amico il figlio di Draco, é una deviazione sul tema che non sento di disprezzare così tanto. So bene  che per come ci é stata presentata negli anni la famiglia Malfoy é quasi impensabile credere che possa esserci un ‘buono’ tra loro, ma fatto sta che anche Sirius era la pecora bianca della sua famiglia, quindi uno Scorpius in totale contrasto con la figura di suo padre giovane, perchè no – anche perché credo che in questo caso si sia scelto di percorrere la strada ‘le colpe dei padri non ricadono sui figli’. Poi però non capisco perché quella fuga dal treno (con la signora del carrello in stile timburtiano, tipo l’altra madre di Coraline!), copiata bellamente dalla Camera dei segreti. Ecco, questa cosa mi ha fatto veramente storcere la bocca, così come le Giratempo. Prima si dice che sono state tutte distrutte nell’Ufficio dei Misteri e adesso si scopre che ne sono rimaste addirittura due?! 

Per non parlare della scena Piton-Scorpius con i Dissennatori, uguale a  quella tra Sirius ed Harry nel Prigioniero di Azkaban. Detto questo, però, per me la storia non é da buttare in toto: ci può stare che i figli vogliano seguire le orme avventurose dei padri e, visto che è stato annunciato dalla Salani che Harry Potter e la maledizione dell’erede non è l’ultimo libro su Harry Potter, perché ce ne sarà in uscita un altro nel 2017, spero che questo ‘altro’ sia la versione romanzata sulla quale ci metterà le mani solo la Rowling. E, in caso, mi auguro che molte scelte fatte per lo spettacolo teatrale vengano ribaltate o trasformate per l’eventuale romanzo: Albus Potter in Serpeverde (no, dai…), Ron relegato a semplice commerciante mentre Harry ed Hermione lavorano al Ministero (e lei é  Ministro della Magia?). Sono rimasta molto perplessa anche per il finale, lo ammetto – e vi dico solo che si svolge dove tutto é iniziato, a Godric’s Hollow, sulla falsariga dello scontro al Ministero dell’Ordine della Fenice, chiaramente in questo caso secondo una modalità alquanto semplicistica, ma non troppo perplessa sulla scelta di Delphi come figlia di Voldemort e Bellatrix: dal Calice di Fuoco in poi abbiamo capito quanto la devozione di Bellatrix potesse rasentare una sorta di tossico accecamento, se non vogliamo definirlo amore, nei confronti del Signore Oscuro. E potrebbe anche darsi che da quell’agognante servilismo della malvagia cugina di Sirius Black sia nata Delphi, perché alla fine può essere tutto se ben motivato dall’autrice – che dovrebbe dirci quando e come sarebbe nata, vista la fine di Bellatrix per mano della grandissima mamma di Ron, Molly, durante la battaglia di Hogwarts.

Fatto sta che il lavoro della Rowling su queste idee deve essere lungo e profondo; forse lo ha già iniziato da tempo, motivo per cui questo script é firmato a sei mani (forse le idee di base possono essere della scrittrice inglese, sviluppate poi da Jack Thorne e John Tiffany, non so), lasciando l’adattamento teatrale agli altri due mentre lei si occupava del romanzo. O anche no: magari, invece, sta scrivendo il prequel dei Malandrini (tra cui i genitori di Harry) che in tanti vorremmo finalmente leggere. Mi sa che lo scopriremo solo aspettando e leggendo!

Vera

 

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