It’s Halloween time, gente! E visto che che la notte di streghe, zucche e fantasmi si avvicina pericolosamente, abbiamo deciso di fare, per l’occasione, una piccola variazione su tema – o, per meglio dire, sulle rubriche – con un crossover ‘da paura’!

boyne Ho avvistato La casa dei fantasmi di John Boyne (Rizzoli) per caso, in libreria, meno di un mesetto fa, e non potevo non rimanervi incollata, vista la mia particolare predisposizione per il genere gotico/storie di fantasmi… Anche perché la trama inizia così: “Se mio padre é morto, la colpa é di Charles Dickens“. Sono le letterali parole di Eliza Cane, la protagonista: una ragazza di origini modeste, ma ben educata ed appassionata di letture così come dell’insegnamento. Suo padre, anche se gravemente ammalato, decide di sacrificare i suoi ultimi scampoli di vita e di salute per poter assistere ad una lettura serale – che si svolge durante una notte buia e tempestosa, neanche a dirlo – di nientepopodimenoche Charles Dickens! Purtroppo le conseguenze del freddo della serata e della pioggia presa anticipano la dipartita del padre di Eliza e così la giovane, rimasta orfana a 21 anni, decide di abbandonare Londra per andare ad occuparsi dell’educazione di due bambini, Isabella ed Eustace, i quali risiedono a Gaudin Hall. Come già avrete immaginato l’atmosfera dondola un po’ tra Northanger Abbey e Jane Eyre, ma i conti non si fanno senza l’oste Dickens e la sua Casa desolata: la grande casa in cui si ritrova Eliza, apparentemente priva della presenza di altre persone adulte eccetto lei, nasconde invece altre presenze, di natura assolutamente fantasmatica, insieme ad un tragico evento verificatosi pochi mesi prima di cui é rimasta vittima la madre dei due bambini e quasi-vittima il padre. Eliza, dapprima impaurita (di ciò che non riesce a conoscere, direbbe la saggia Hermione Granger), decide di affrontare l’ira di quello spirito materno ossessivo-possessivo che si trova però a fronteggiarne un altro, quello della cavalleria di Eliza, che si è inconsapevolmente portata dietro da Londra. Al di là del perfetto intreccio della ghost story, La casa dei fantasmi mi sembra un elegante e raffinato omaggio non solo alla Austen e a Dickens, ma alle donne tutte: ragazze orfane e non, ricche o di modeste condizioni che siano, che hanno in loro una forza spesso sconosciuta, pronta a venir fuori quando le cose sembrano andare per il peggio – e cosa c’é di peggio di un fantasma che ti avvinghia le caviglie con le sue gelide mani e ti vuole morta sin dal primo istante in cui metti piede a Gaudin Hall?!

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Lookwood & Co. La scala urlante di Jonathan Stroud (Salani) l’ho scoperto invece grazie al blog Last Century Girl di Pamela, che aveva trovato in libreria il secondo episodio della serie, ovvero Il teschio parlante. Finora ho bellamente ignorato l’esistenza di Stroud ed ho fatto male, anzi, malissimo: é un autore che riesce in modo facilissimo e piacevolissimo a mescolare paura, risate, ironia ed amicizia all’interno del romanzo per ragazzi, facendo quasi sembrare la caccia ai fantasmi un gioco o una gita emozionante. Perché dovete sapere che i protagonisti, i nostri ghostbusters, sono dei ragazzini: solo loro, infatti, riescono a vedere, sentire e percepire la presenza degli spiriti che da più di 50 anni hanno invaso Londra, creando quello che viene comunemente definito ‘il Problema’. I ragazzini con queste particolari abilità vengono reclutati da delle vere e proprie agenzie acchiappafantasmi tramite un colloquio di lavoro, come quello cui viene sottoposta Lucy prima di entrare a far parte della squadra della Lookwood & Co. Anche se in questo caso lei non é l’unica protagonista, é comunque grazie alla sua sensibilità femminile (per cui spesso viene redarguita, in quanto la rende più debole ed incline agli attacchi dei fantasmi) che riesce ad assistere, toccando gli oggetti delle vittime, a sprazzi della morte delle stesse, ed è grazie alla sua intuizione che la Lookwood riesce a risolvere ben due casi contemporaneamente, di cui uno vecchio di almeno trent’anni, anche se i tre ‘colleghi’ devono passare una nottata poco piacevole chiusi dapprima nella Stanza Rossa, che vuole sommergerli con un’enorme chiazza di sangue, e poi ruzzolando nei cunicoli della Scala Urlante, tra catene di ferro, Fuoco Greco e monaci poco caritatevoli. 

Consigliatissimi entrambi i titoli se volete passare una notte insonne ed emozionante, comunque in compagnia di ragazze e bambini che la paura la affrontano e la schivano, facendosi beffe della giovane età – che per molti è erroneamente sinonimo di immaturità .

Vera

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