Novembre sembra un mese perfetto per parlare di uno dei pilastri del genere gotico nonché di un classico che ha ispirato innumerevoli riduzioni cinematografiche, ovvero Dracula di Bram Stoker. Lo scrittore di origine irlandese ha avuto il merito di recuperare uno dei miti più affascinanti e abominevoli mai creati: il vampiro, l’essere succhia-sangue umano per eccellenza, colui che è in grado di vivere in eterno cibandosi del prezioso liquido che scorre nelle nostre vene. Devo ammettere che mi sono accostata con un certo ritardo – per essere una lettrice accanita – ad un testo che è stato fonte di tanta ammirazione e imitazione. Pensavo, addirittura, di conoscere a menadito la trama perché avevo visto più volte la versione in film firmata da Francis Ford Coppola.

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In realtà Dracula è un libro che presenta gli innumerevoli punti di vista dei personaggi coinvolti attraverso molteplici forme narrative (diari, articoli di giornale, annotazioni, telegrammi, lettere etc…). Il nodo cruciale della vicenda si dipana dal viaggio che il giovane avvocato londinese Jonathan Harker, promesso sposo della saggia e affascinante signorina Mina Murray, compie in Transilvania per assecondare le esigenze di uno dei clienti dello studio presso cui lavora: il conte Dracula. Jonathan scoprirà, in maniera progressiva durante la sua permanenza presso il solitario e sinistro castello del Conte, che le dicerie della gente locale hanno un fondamento. Il Conte si comporta in modo strano e lui stesso rischia di non tornare più dal suo viaggio di affari… Nel frattempo la sua fidanzata, Mina, è in visita da una cara amica, Lucy Westenra, presso la città costiera di Whitby. Lucy, giovane, bella e molto corteggiata, soffre però di sonnambulismo. Sarà proprio questa patologia a farle incontrare il mostro, che ha organizzato in maniera minuziosa il suo viaggio dalla Transilvania all’Inghilterra… La vicenda di cui Lucy è la sfortunata protagonista porterà in campo non solo i suoi ex spasimanti, ovvero il dottor Seward e l’americano Quincey, ma anche il suo fidanzato, Lord Godalming, e il dottor Van Helsing che insieme alla neo coppia di sposi Jonathan e Mina cercheranno di stanare Dracula e sconfiggere le forze del Male.

Penso che ridurre la fascinazione e l’ipnotismo che letteralmente un romanzo di questo tipo genera nel lettore alla mera trama sia fuorviante. Dracula è soprattutto un libro denso di simbolismi, che trae la sua forza dalla personalizzazione del proprio anti-eroe. Il Conte, infatti, è l’unico personaggio che ci viene descritto con dovizia di particolari, anche nelle sue sembianze esteriori (soggette – tra l’altro – a mutamenti sia in agenti atmosferici, come la nebbia, sia in forma animale, il famoso pipistrello ma anche il cane selvaggio che impaurisce la cittadina di Whitby). Eppure di Dracula noi non possiamo ascoltare mai i pensieri o i progetti: siamo quasi costretti a carpire le sue malevole intenzioni dalle paure e dalle ricostruzioni che Van Helsing, Jonathan, il dottor Seward, Mina e gli altri mettono a punto. Questa forma di indiretta conoscenza della sua soggettività lo rende simultaneamente  una presenza costante, anche quando rimane sullo sfondo, e un’entità magnetica in tutte le 357 pagine.

Posso solo consigliare a chi, come me, ha aspettato così tanto per leggerlo di buttarsi a capofitto in questa storia. Non vi pentirete di approfondire un racconto multi-sfaccettato che mescola le paure ancestrali del genere umano alla storia e al folklore dell’Europa orientale. Il vampiro è ormai una figura mitica che domina l’immaginario del mondo contemporaneo. Conoscere il libro scritto da Bram Stoker ci permette di godere meglio delle innumerevoli varianti a posteriori in cui possiamo imbatterci, dalla narrativa al cinema, passando per i fumetti. E poi, magari, avrete il piacere di scoprire un finale inaspettato.

Gwen

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