La lettura condivisa di cui vi parliamo oggi è un romanzo grafico che ci ha rubato il cuore, il cervello e, senza dubbio, gli occhi: stiamo parlando di Jane, la volpe e io di Isabelle Arsenault e Fanny Britt, una piccola perla edita da Mondadori nella collana per ragazzi “Contemporanea” (ma non fatevi ingannare dalla collocazione editoriale, è un’esperienza godibilissima per tutte le età) e inserita tra i dieci migliori libri illustrati del 2013 da “The New York Times”. dav

Ci siamo innamorate di questa storia tra gli scaffali della libreria Borri Books nella stazione di Roma Termini, dove la copertina ha attirato subito la nostra attenzione: possibile che il volto di donna accanto alla volpe e alla bambina protagonista fosse proprio la nostra amata Jane Eyre? Per scoprirlo ci siamo tuffate tra i disegni (meravigliosi!) che raccontano la quotidianità della giovane Hélène, costretta ad affrontare compagne di scuola maligne con l’unico aiuto di un libro che la affascina e la conforta allo stesso tempo: Jane Eyre di Charlotte Brontë.

Le illustrazioni di Isabelle Arsenault e le parole di Fanny Britt costruiscono un’armonia unica di poesia e riflessione, perché ci sentiamo coinvolti da Hélène e da ciò che le si agita dentro: pensieri, paure, ma anche speranza. Se la scuola e l’ambiente circostante sono opprimenti e grigi, allora le pagine del suo amato romanzo inglese sono ricche di colore, forse per merito di un’eroina così simile a lei e così coraggiosa.

Hélène cerca di ispirarsi a Jane e, come tutti noi, viene salvata da una scoperta fondamentale durante la temuta gita scolastica: non siamo mai completamente soli. Una lezione di vita che dovremmo tener presente ogni giorno, un promemoria per i momenti meno luminosi che ci troveremo ad affrontare.

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In definitiva un libro consigliatissimo che celebra due valori a cui teniamo molto: l’amore per la lettura e l’amicizia. Regalatelo agli altri e magari a voi stessi, anche se è appena passato il Natale, perché per lo stupore e la bellezza ogni momento è quello giusto.

Io (Vera) ho avuto la fortuna di ricevere questa graphic novel in regalo da Gwen per il mio compleanno, circa un mese fa: erano ormai un paio d’anni che dovevamo comprarla, e sulla scia Gwen l’ha presa anche per sè 🙂 ovviamente non posso che confermare tutto: siamo state attratte in primis dalla bellissima grafica – che potete notare anche da queste foto – che chiaramente rende il prezzo lievemente più alto rispetto ad un libro normale. Ma non bisogna pensare che questo genere di racconti ed i fumetti in generale siano di livello inferiore rispetto alla letteratura che siamo abituati a conoscere: se c’è una cosa che il cinema ci ha insegnato (proprio oggi, che ricorre l’anniversario della sua nascita nel 1895) è che una storia può essere raccontata non soltanto con le parole, ma anche con le immagini, che spesso e volentieri hanno la stessa potenza. 

La cosa che più mi ha colpita, come sottolineava Gwen, è l’idea, riuscitissima, di usare un classico della letteratura (qualcuno direbbe al femminile) come Jane Eyre per accompagnare un particolare e difficile momento di crescita di una bambina come tante: Hélène deve fare i conti con la solitudine e l’emarginazione perchè, per tornare all’idea del raccontare attraverso immagini, la sua, di immagine, non si attiene a quella socialmente riconosciuta come standard inclusivo. Le sue compagne di scuola la escludono perchè non è magra quanto loro, non è bella quanto loro, non è popolare quanto loro. La sensazione di non essere però da sola Hélène la prova proprio con Jane, leggendo la sua storia di riscatto sociale e sentimentale. E così anche per lei arriva il momento di svolta: durante il campeggio scolastico, ritrovandosi faccia a faccia con uno degli animali selvatici per eccellenza, la volpe, Hélène mette da parte quella paura degli altri che la attanaglia, riuscendo finalmente ad essere pronta per accogliere un nuovo sentimento nella sua vita (uno tra i più importanti, sicuramente): l’amicizia.

Ecco perchè questo romanzo breve – o graphic novel, che dir si voglia – è così importante e di successo: dimostra come una storia, un libro, una vicenda narrata di un’altra persona, possa essere così profondamente reale nella sua finzione narrativa da aiutare una persona a fare una scelta o un passo decisivo per la sua vita.

Gwen e Vera

 

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