Non é nella TBR del 2017 questo terzo volume della saga di Miss Peregrine perchè in realtà avrei voluto (e dovuto) leggerlo appena uscito, nell’ottobre 2016, edito sempre da Rizzoli, come i precedenti La casa per bambini speciali di Miss Peregrine ed Hollow City. Credo di aver aspettato questi due, tre mesi perchè mi aspettavo l’esito negativo che effettivamente questa lettura ha portato, nonostante io mi fossi letteralmente entusiasmata leggendo il primo. 

biblioteca-delle-anime

Jacob, il giovane protagonista, lo incrociamo mentre viveva la perdita del nonno Abe, non sapendo però che quest’ultimo gli avrebbe lasciato in eredità una rarissima, se non unica, peculiarità: vedere i Vacui, dei mostri che aggrediscono quei bambini speciali protagonisti delle storie che Abe gli raccontava sempre. Solo che non si trattava di semplici storielle per bambini. Attraverso la conoscenza dei bambini Speciali, della loro vita super-protetta all’interno di un anello temporale che li faceva vivere separati dal mondo esterno, in un giorno specifico che si ripete all’infinito (gli Speciali con cui viene a contatto Jacob vivono in Inghilterra, in un giorno che precede lo scoppio di alcune bombe durante la Seconda Guerra Mondiale), Ransom Riggs era riuscito in un’impresa non da poco: affrontare uno dei temi storici più dolorosi – e, proprio per questo, abusati – della nostra storia moderna, ovvero l’Olocausto e la tremenda persecuzione attuata dal nazismo nei confronti degli ebrei, perchè appartenenti ad una razza diversa da quella tedesca, rendendo queste persone non ‘diverse’ ma ‘speciali’, ed è riuscito a farlo usando un passato reale (con tanto di vere fotografie d’epoca) rendendolo abilmente in chiave fantasy. Insomma, con il primo libro mi ero ritrovata a vivere un’entusiasmante avventura che saltava tra realtà, storia e fantasia, ma che poi ha perso tutto il suo appeal di azione con il secondo ed anche il terzo volume. Un po’ perchè la storia di Jacob ed Emma è stata fin troppo trascinata (era la fidanzata del nonno, anche se Abe l’aveva abbandonata!) ed un po’ perchè la vicenda del rapimento di Miss Peregrine era una giustificazione narrativa troppo sfilacciata per tirarci fuori due seguiti. 

Ne La biblioteca delle anime, addirittura, Jacob scopre all’improvviso di riuscire a controllare mentalmente i Vacui, senza che questo colpo di scena venga granchè spiegato ed approfondito – tra l’altro, questo espediente mi ha ricordato neanche troppo vagamente quello usato dalla Rowling con Harry Potter, che sapeva parlare il serpentese e leggere nella mente di Voldemort, con la differenza che l’autrice inglese aveva ampiamente motivato queste particolari caratteristiche del mago. Tutte le scelte fatte in questo ultimo libro mi sono parse, senza troppi giri di parole, ben poco ponderate, affrettate ed anche affettate, quasi come se l’autore dovesse sbrigarsi a risolvere il tutto (finale con Emma incluso…). La mia – personalissima – idea è che sarebbe stato decisamente meglio fermarsi ad un unico volume, rendendolo magari più corposo, cosa che avrebbe portato a scegliere forse diversamente e con più attenzione gli snodi della storia e le sue eventuali dipanazioni. Perchè alla fine non riesco affatto a togliermi la sensazione che i successivi due libri siano stati un po’ uno spreco di pagine ed una semplice operazione commerciale.

Vera  

Annunci