Quello con La compagnia dei viaggiatori del tempo di Massimo Acciai Baggiani, edito da ABEditore, è stato davvero un incontro fortuito. O forse sarebbe meglio definirlo un colpo di fulmine. Era davanti ad altri libri nel reparto fantasy di una Feltrinelli romana, ben visibile sullo scaffale, e miei occhi si sono posati da soli su questo titolo.

 L’ho comprato a scatola chiusissima, chiaramente – cosa che non faccio quasi mai, per motivi a) di denaro e b) di accumulo quantitativo di libri: un acquisto deve meritarselo davvero di finire a casa mia, non avendo più disponibilità di quel binomio spazio/tempo di cui hanno necessariamente bisogno i libri 🙂

Si tratta di racconti, non ve lo voglio nascondere a lungo: dodici amici, di svariate età e sesso, si riuniscono ogni settimana in posti diversi, a casa di ognuno di loro, per lo più nei dintorni di Firenze o comunque in Toscana, per condividere a turno le loro storie e racconti sulla loro idea di futuro, attraverso viaggi nel tempo letteral-fantastici (sulla scia di Wells) e raccoglierle in un registratore, per poi vederne la luce nero su bianco. Il libro è diviso in Primo Giro e Secondo Giro, a loro volta suddivisi in serate in cui i racconti letti sono tre. Al di là della bellezza di leggere di incursioni – seppur brevi – nel futuro (c’è da dire che amo particolarmente i racconti distopici, che immaginano alterazioni temporali e spaziali), c’è un racconto in particolare che ho amato davvero tanto, il primo di Gabriele, intitolato The show must go on, in cui un musicista rock si risveglia, clonato, molto tempo dopo la sua morte e… E scopritelo voi cosa gli capita! 

Naturalmente non eravamo Viaggiatori del Tempo in senso letterale: lo eravamo semmai in senso letterario. Viaggiavamo tra mondi e tempi diversi dal nostro e la nostra Macchina del Tempo era la fantasia, l’immaginazione, quel qualcosa di eternamente sfuggente che ci spinge a fuggire dalla nostra “bassa terra” per poi magari farvi ritorno dalla porta di servizio. Eravamo insomma scrittori (e scrittrici), per quel che significa o non significa questo termine.

Insomma, se già con i libri ‘normali’ ci troviamo a viaggiare con la mente – motivo per cui più o meno tutti leggiamo tanto, o no? -, con questo in particolare vi troverete a esplorare scenari multiformi, affascinanti, mutanti, spaziali, marziani, in lungo e in largo da un’epoca all’altra. Il tutto in poco più di 250 pagine. E dopo questa sensazionale scoperta (almeno per me), ho dovuto per forza visitare il sito di ABEditore, e non sono riuscita a resistere dall’acquistare un altro loro titolo, Re nero, di cui penso vi parlerò presto, visto che tratta del pre-Dracula…

Buon viaggio nel tempo a tutti 🙂

Vera

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