#LetturaDelMese – Occhio di gatto

Il mio primo approccio a Margaret Atwood non è avvenuto con uno dei suoi libri più noti – penso soprattutto a Il racconto dell’ancella, portato alla ribalta dalla recente serie TV –, ma con un romanzo la cui trama mi aveva già catturato all’interno del volumone Sellerio Curarsi con i libri, alla voce “bullismo”: mi riferisco a Occhio di gatto, pubblicato nel 1988.

IMG_20190201_075626

Le tre pagine dedicate a “Occhio di gatto” dentro il volume Sellerio “Curarsi con i libri”.

La storia che la scrittrice canadese ci presenta attraverso una prosa limpida e attenta ai dettagli ruota intorno alla protagonista Elaine, che incarna anche il ruolo di voce narrante. Elaine, affermata pittrice di mezz’età, ritorna nella sua città natale, Toronto, per una mostra retrospettiva a lei dedicata e inizia a ricostruire – mediante numerosi flashback – i ricordi dell’infanzia e della giovinezza.

In particolare spiccano, tra memorie nebulose e vivide descrizioni, i rapporti di amicizia che Elaine intreccia da bambina con Carol, Grace e la carismatica nonché ambigua  Cordelia. Il merito della Atwood è di essere riuscita a descrivere una situazione amicale ai limiti, in cui dietro la condivisione dei giochi si nasconde un’influenza nociva. Elaine subisce il fascino perverso degli ordini e delle richieste di Cordelia, arrivando anche a vivere situazioni di pericolo… Eppure l’autrice, con una penna realista e mai edulcorata, ci aiuta a comprendere le sfumature di una relazione che, per quanto tossica, innesta radici in un percorso di crescita personale e finisce per influenzare la “vittima” e il “carnefice” in profondità, quasi in uno scambio di ruoli potenziale.

Cordelia non usa mai la violenza fisica contro Elaine, piuttosto decide di sfruttare la sudditanza psicologica e quel comune desiderio di essere ben accetti dalla cerchia dei propri pari. In tal senso i temi affrontati dall’Atwood in questo romanzo sono molteplici: il bullismo, ma anche più in generale la formazione sentimentale, affettiva – dal confortante nucleo familiare alle rigidità del mondo esterno – e la presa di coscienza di come un rapporto deteriorato possa avere conseguenze inconsce sulle scelte di un’intera esistenza.   

Leggere Occhio di gatto significa accompagnare Elaine in un passeggiata a ritroso nei suoi ricordi e conoscerne, di conseguenza, tutta la vita e i più intimi segreti. In qualche modo è un percorso salvifico per la nostra protagonista, che riesce a mettere finalmente a fuoco dei frammenti rimossi. Per noi lettori resta, invece, la consapevolezza di quanto sia difficile costruire rapporti umani basati sulla condivisione e comprensione reciproca.

Cordelia dice che il ruscello, scorrendo giù dal cimitero, è fatto di cadaveri che si sono dissolti. Dice anche che se qualcuno beve quell’acqua, se vi entra o anche solo se si avvicina, i morti ne usciranno tutti coperti nebbia, e se lo porteranno via con loro, e che se questo non ci è successo è perché siamo sul ponte, che è fatto di legno, e i ponti proteggono dai ruscelli dei morti come questo. Carol è spaventata, o finge di esserlo. Grace sostiene che Cordelia stia dicendo sciocchezze.

“Provate a vedere” ribatte Cordelia. “Andate laggiù, vi sfido”.

Non ci andiamo. So che è uno scherzo.     

Gwen

 

Annunci

2 pensieri su “#LetturaDelMese – Occhio di gatto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...