Salone del libro di Torino 2019

Siamo anche noi tra le ennemila persone che sono state al Salone del libro di Torino pochissimi giorni fa – non potevamo davvero esimerci, Gwen per motivi anche lavorativi, io per una ormai sanissima abitudine – meno sana per la mia valigia, che al ritorno è sempre di piombo 🙂

abe stand

Stand di Abeditore

Evitiamo le ormai notissime polemiche relative alla casa editrice Altaforte e stiamo invece sui due giorni in cui siamo state al Lingotto Fiere: abbiamo iniziato domenica mattina, e il primo stand in cui sono andata è stato quello di Abeditore. Sì, ero curiosissima di vedere subito il nuovissimo padiglione Oval – che, per la cronaca, penso sia stato vincente per tutti: soffitto più alto, più aria che circolava e spazi più ampi per visitatori ed editori. Dicevo di Abe perché ormai lo sanno anche i muri che è una delle CE che più mi piacciono da qualche anno a questa parte: sono di Milano, è vero, ma non pensate alla Milano di grandi e forti nomi editoriali. Abe sceglie titoli gotici, horror, storie di paura, terrore e classici del genere, tra passato e presente ma con un’attenzione fenomenale per la grafica ed il packaging dei loro prodotti – io ho recuperato per me e Gwen il kit del lettore con borsa di tela e taccuini che hanno aumentato il loro valore grazie alla dedica dell’illustratore, Marco Calvi. In più, ovviamente, ho preso un paio di libri (la Piccola guida tascabile ai luoghi da non frequentare in letteratura, che ho iniziato e finito durante il viaggio in treno di martedì e Sherlock Holmes – un’indagine fisiognomica).

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Sala Internazionale, incontro con Jakob Nolte, autore di Cose terribili (Il Saggiatore)

Poi sono riuscita a seguire l’incontro con Jacok Nolte, autore di Cose terribili, libro uscito da poco per Il Saggiatore: autore tedesco, storia macabra ma freddissima nei toni narrativi, spiazzante nella sua suddivisione temporale come sulla pagina, ma sicuramente molto particolare nel trattare il licantropismo come (forse) una malattia genetica del sangue. A questo punto, dopo la dedica chiesta a Nolte sulla mia copia, io ero già semidistrutta – ed erano solo le tre e mezza! Quindi ho pensato di fare un giro da Fazi e da DeAgostini ed aspettare Gwen. Ora, noi ci eravamo ripromesse di non fare le solite ingorde di libri come gli anni passati, ma purtroppo non saremo mai immuni dallo spirito del Salone – altro che malattie genetiche: noi la voglia di libri oltre che nel sangue ce l’abbiamo in testa e nelle mani. Le mie, di mani, hanno preso ben tre libri allo stand di Carbonio – una casa editrice cui vi consiglio davvero tanto di dare un’occhiata: hanno in catalogo Colin Wilson, uno degli scrittori di thriller più amati da King e hanno appena pubblicato la versione di Dracula scritta a 4 mani dallo stesso Stoker e Valdimar Ásmundsson, che lo aveva tradotto nel 1900 in finlandese, ma in realtà non era la traduzione originale quella che lessero i finlandesi all’epoca. Era appunto la versione rielaborata del romanzo da autore e traduttore, e di questo scherzetto se n’è accorto – più di un secolo dopo – un ricercatore olandese. 

 

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Stand di Fazi editore

Forse abbiamo dedicato poco tempo agli eventi ed incontri, quest’anno, che poi per i lettori appassionati come noi sono il clou di questo ‘gioco del mondo’, ma non per questo mi sono sentita meno partecipe o meno vicina a tutte le altre persone, ai bookblogger che lo hanno giustamente affollato; alle scuole che lo invadevano – vedere bambini con i mano i libri rimarrà sempre la cosa più bella, per me – alle persone che lo scoprivano la prima volta. Perché il senso di questi giorni torinesi sta nel rendere la lettura qualcosa che appartiene a tutti, una festa a cui ognuno può partecipare senza remore e timori, una possibilità per scambiarsi pareri e opinioni tra appassionati e per incontrare i propri autori preferiti. Un micromondo pieno di scelte possibili, dove trovare conferme o uscire dalla propria comfort zone, ma il tutto sempre a favore della lettura e dei libri – e che nessuno pensi di sentirsi usurpato di qualcosa, perché per fortuna la letteratura offre posto davvero a tutti. 

salone

Come giustamente ha premesso Vera, vivere il Salone è sempre un’esperienza impareggiabile: anche se per poche ore e con la stanchezza che incombe. Il nostro dispiacere più grande è stato non aver avuto modo di partecipare a molti degli eventi previsti (soprattutto quelli organizzati dalle piccole case editrici). Ci siamo però prontamente consolate visitando diversi stand: anche in questo caso è stato impossibile salutare tutte le realtà editoriali che amiamo, magari comprando la loro ultima uscita. Da quando vivo a Torino (tre anni e mezzo ormai), per me il Salone è un modo per conoscere cataloghi formidabili come quelli proposti da: Jo March, Odoya, Archinto, Black Coffee, Donzelli, Mattioli 1885, Safarà, Hop, Astoria, Clichy, Edizioni BD, Keller, Hacca, Fazi, UTET, Tunué, il Castoro, L’Iguana editrice, L’orma, Del Vecchio, Kappalab etc…

salone gioco

Mi sono permessa di stilare questa carrellata di nomi come suggerimento per voi, ma anche come monito per me stessa in vista di future edizioni: quest’anno infatti il mio tour ridotto ha toccato pochissime tappe, anche se davvero meritevoli.  Nello specifico mi soffermerò sulle due in cui ho preso più titoli. Partiamo dallo stand Robin Edizioni, la cui offerta di classici – e mi riferisco soprattutto a quelli presenti all’interno della mitica collana “Biblioteca del Vascello” – contiene delle vere e proprie chicche: dagli Juvenilia di Charlotte Brontë agli scritti meno noti di Louisa May Alcott, senza dimenticare romanzi inediti per l’Italia come Marianne di George Sand, tradotto dalla bravissima Elisabetta Parri.

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Stand DeA Planeta Libri

L’altro splendido espositore che mi ha permesso di recuperare ulteriori classici di alcune delle mie scrittrici preferite, nello specifico Jane Austen, Elizabeth Gaskell e Frances Hodgson Burnett, è la Elliot. Con uno stand che racchiudeva le pubblicazioni di alcune case editrici del gruppo editoriale Lit, in cui rientrano appunto Elliot, Castelvecchi e Ultra, giusto per fare qualche nome, c’era davvero l’imbarazzo della scelta tra classici meno noti, narrativa contemporanea, thriller, romanzi gotici, saggi (bellissimi quelli di Ultra sugli anime giapponesi e sul regista Miyazaki), biografie etc… Di fronte a una tale ricchezza d’offerta risultava praticamente impossibile resistere, complice anche un 3×2 davvero allettante.

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Veduta panoramica dal Monte dei Cappuccini di Torino

Concludendo, l’esperienza del Salone di Torino ha sempre un suo fascino, collegato alla città stessa (se non l’avete mai visitata, approfittate del prossimo Salone, vi prego). Anche “solo” una passeggiata per il centro, tra via Roma, via Lagrange, via Carlo Alberto, piazza Castello, via Po, piazza Vittorio può essere un’occasione per mangiare gelati buonissimi vedendo cose bellissime (il Museo Egizio, il Museo del Risorgimento, i Giardini Reali, la Mole, il Museo del Cinema etc…) e immergersi in un’atmosfera che profuma di caffè, cioccolato e carta stampata (dalle inimitabili bancarelle dell’usato di via Po alle splendide librerie in quasi ogni angolo della città).

Vera e Gwen

 

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