#LettureATema giallo – Poirot sul Nilo + Omicidio a Road Hill House

poirot nilo

Bando alle ciance, carissimi: qua è troppo estate per non desiderare una bella vacanza in quel delle piramidi egiziane. Ma pur avendo il passaporto, a mancare sono sempre i soldini. E quindi, perché non consolarsi con una delle mie scrittrici preferite, Agatha Christie, e con il mio investigatore preferito, Hercule Poirot? Detto, fatto. Ho letto Poirot sul Nilo nell’edizione Mondadori del 2016, con la traduzione di Grazia Maria Griffini. Pubblicato nel 1937, si tratta del quindicesimo romanzo con protagonista il nostro baffutissimo Poirot, che può anche essere considerato parte di una ‘trilogia’ insieme a Non c’è più scampo e La domatrice (1936 e 1938), in cui il celebre investigatore belga si trova sempre all’estero, prima in Europa e poi in Egitto.

Ma torniamo a noi. Poirot si trova in crociera sul fiume Nilo, sul battello Karnak, insieme ad un ben nutrito gruppo di persone: la bellissima e giovane ereditiera Linnet Ridgeway, appena sposatasi con Simon Doyle (non senza innumerevoli pettegolezzi, vista la precipitosità delle nozze), ma anche la sua ex migliore amica Jacqueline (e anche ex fidanzata di Simon), che sembra perseguitare ossessivamente la neo coppia in ogni loro spostamento. Chi sarà a morire tra loro? Linnet, of course, appena dopo che suo marito si ritrova un colpo di pistola – accidentale – alla gamba per colpa della sua ex. Per fortuna che sul battello c’è il nostro Hercule, che dovrà vedersela praticamente da solo, come fu per l’Orient Express, con un assassino a bordo e una scia di cadaveri che deve essere assolutamente fermata. E non ci metterà molto a capire le recondite pulsioni umane che, chiuse su una barca, troveranno sfogo nella terra dei faraoni: come sempre, sarà per invidia, per amore o per denaro che qualcuno arriva ad uccidere qualcun altro, o per tutte e tre le cose insieme.

Ma state sicuri che Poirot non mancherà di scovare il colpevole, anche se in vacanza, non c’è Nilo che tenga. Come andrete sul sicuro leggendo questo romanzo di Agatha, se avete voglia di un bel thriller che spezzi la monotonia di una vacanza estiva, della sabbia e delle onde. Qualche curiosità prima di passare ad altri terribili omicidi: è lo stesso Poirot a fare riferimento al suo precedente caso sull’Orient Express, quando gli viene detto di non controllare la propria cabina; c’è una vecchia conoscenza di Hercule sul battello, il colonnello Rice, presente già in Carte in tavola; ci sono due adattamenti del romanzo, uno per il cinema, Assassinio sul Nilo con Peter Ustinov, del 1978 e l’episodio della serie televisiva Poirot sul Nilo del 2004, con David Suchet; infine, nel 1946, lo scrittore John Dickson Carr ha inserito questo romanzo tra i dieci migliori gialli mai scritti nel suo saggio Il più splendido gioco del mondo.

hill house

Correva l’anno 1860 in quel del Wiltshire, nell’Inghilterra sud-occidentale. Era fine giugno, una delle estati più fredde e piovose, quando nell’elegante dimora di campagna Road Hill House, in piena notte, Saville Kent, di appena tre anni, viene preso dalla sua culla, ancora addormentato. La bambinaia e la sorella dormono nella stessa stanza ma non si accorgono di nulla; i genitori sono nella stanza accanto e gli altri fratelli e i domestici si trovano al piano di sopra. Il cane abbaia, ma nessuno lo ascolta. E il mattino dopo Seville viene trovato cadavere in giardino, la gola completamente recisa. Chi lo ha ucciso è uno di famiglia, una delle 12 persone presenti in casa.

Omicidio a Road Hill House (Einaudi 2008, traduzione di Luigi Civalleri, 364 pagine) è la storia che decide di raccontarci Kate Summerscale – e non Agatha Christie: un terribile fatto di sangue realmente accaduto nell’Inghilterra vittoriana, sul quale viene chiamato ad investigare il padre di tutti i detective, l’archetipo per eccellenza, uno degli otto della prima squadra investigativa creata da Scotland Yard, ovvero Jack Whicher, ispiratore tra gli altri di Marlowe e Holmes – ma a lui hanno fatto riferimento anche Dickens e Collins: il segrente Cuff de La pietra di luna condivide con Whicher la passione della coltivazione di campi e fiori, e infatti nel romanzo di Collins erano le rose a occupare il tempo libero del sergente.

Whicher era sicuro che il colpevole fosse uno degli abitanti della casa, e che quindi tutti i sospettati si aggirassero ancora sul luogo del delitto. Era un giallo nella sua forma più pura, con tanto di casa di campagna isolata in cui viene commesso un omicidio. Il detective doveva rivelare cosa si celasse dietro la personalità dei protagonisti, in una partita di pura intelligenza e saldezza di nervi tra il poliziotto e l’assassino. Dodici persone vivevano nella casa, una era la vittima. Chi il traditore?

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Pianta di Road Hill House – interno del libro

L’autrice, storica, classe 1965, ricostruisce in modo cronologico e dettagliato una vicenda che in Inghilterra è stata paragonata ad A sangue freddo di Capote e che Le Carrè ha definito ‘un classico moderno’, partendo dalla storia dei Kent, i proprietari di Hill House, dalla loro famiglia allargata fino all’arrivo dell’investigatore, Whicher, uomo di punta della polizia che ben presto si trova a dover affrontare l’opinione pubblica – affatto concorde con lui – insieme alla manchevolezza di prove solide che non gli consentiranno un arresto definitivo, un colpevole sicuro. La Summerscale ha detto di aver letto qualcosa riguardo Road Hill House per la prima volta in un’antologia di crimini del 1890 e la storia l’ha immediatamente affascinata, tanto quanto un romanzo, per via dei particolari della famiglia che man mano uscivano fuori e per la personalità di Whicher. Grazie a lui, infatti, la Summerscale intendeva raccontare la storia dell’inizio dell’investigazione, quella reale e quella romanzata. Ma tranquilli, qui è tutto fattuale, come afferma l’autrice:

Sapevo come veniva tagliata l’erba della casa in cui si svolge il delitto, sapevo com’erano i pigiami indossati dai bambini, sapevo a che ora la famiglia diceva le preghiere. Tutti i dialoghi sono presi da rapporti scritti, giornali, procedimenti giudiziari, archivi della polizia. Poi ho studiato altre fonti supplementari, gli orari dei treni, i bollettini metereologici, e naturalmente ho visitato il luogo del delitto.

foto hill house

Foto della tenuta di Road Hill House – interno del libro

Quindi, per finire, ci troviamo dinanzi a un saggio (che ha vinto il Samuel Johnson Prize 2008) strutturato in modo narrativo, con il ritrovamento di un cadavere, l’arrivo della polizia, la chiamata di un detective. Un saggio in cui c’è l’atmosfera, la suspance, la morte, l’indagine, la colpa. E ci sono delle vite umane che non vengono dimenticate, mai.

I gialli di solito iniziano con un misterioso delitto e finiscono con l’arresto dell’assassino. Tracciano un percorso dal caos all’ordine, dalle tenebre alla luce. In questo senso spero che anche la mia storia abbia un lieto fine: nel rivelare non solo la soluzione di un orrendo crimine, ma pure i segreti di una famiglia e di una società.

Vera

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