La stanza rossa e altre storie di fantasmi

Se dico Lucy Maud Montgomery, so già che la mente di tutti noi va ad Anna dai capelli rossi: questa scrittrice canadese, infatti, pur avendo scritto molti libri per l’infanzia, è divenuta nota al grande pubblico solo nel 1908, grazie a questo romanzo, e nel complesso le sue opere hanno venduto più di 50 milioni di copie nel mondo.

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In questa raccolta di racconti intitolata La stanza rossa e altre storie di fantasmi, edita da Caravaggio editore (2019, 168 pagine), curata e e tradotta da Enrico De Luca (che ha scritto anche l’Introduzione) e illustrata da Michela Pollutri, sono stati selezionati sei racconti: i primi cinque che trattano di fantasmi e l’ultimo che verte sul tema del bullismo, sconfitto grazie a un espediente fantasmatico.

La stanza rossa, il primo racconto – che dà anche il titolo alla raccolta – è una short story che la Montgomery ha pubblicato giovanissima, a 23 anni, sul «Weaverly Magazine», che ha ospitato anche gli altri due, ovvero L’amante di Miriam (1901) e La storia di Davenport (1902). La protagonista è Beatrice, che da ragazzina si recava spesso nella residenza di famiglia, la Residenza Montressor, dove fa la conoscenza della neo moglie dello zio più anziano: una bellezza mai vista prima, tale da far ingelosire tutte le donne della famiglia ma anche da ammaliare la giovane Beatrice, che passa sempre più tempo con Alicia in quella che è divenuta la stanza della nuova Montressor, ovvero la Stanza Rossa. Ma lì è successo qualcosa di tragico, anni addietro, che forse potrebbe ripetersi per via della non irreprensibile condotta di Alicia…

Illustrazioni tratte dal libro

Spesso e volentieri, le protagoniste della Montgomery sono ragazzine sole, a volte abbandonate, prive di genitori, che devono imparare a stare al mondo in quanto donne, a istruirsi. E queste stesse protagoniste le troviamo anche nelle storie brevi di questo libro. Ne L’amante di Miriam c’è questa giovane innamorata che dice di non aver bisogno di comunicare col suo fidanzato tramite lettere perché riescono a sentirsi, lei avverte quello che lui sta facendo, soprattutto se si trova in difficoltà, in pericolo e in malattia. La ragazza al cancello è invece una dolcissima storia d’amore, di morte e ricongiunzione delle anime, così come di una promessa che una donna è tenuta a mantenere, mentre una donna innamorata può anche trasformarsi in un’assassina, come ne La festa privata a Smoky Island (racconto apparso nel 1935 su «Weird Tales»). Infine, ne Il fantasma dai Brixley (1904, «Young Americans»), la Montgomery ci mostra quanto sia vero il famoso detto “chi la fa, l’aspetti”, ridicolizzando un bullo e lasciandolo alle derisioni altrui.

Io purtroppo non sono riuscita ad inserire La stanza rossa nelle mie letture a tema Halloween per un ottobre da paura, ma in ogni caso sappiate che la penna della Montgomery, che magari vi ha abituato a storie femminili e melanconiche, può tranquillamente tingersi di rosso anche se non troppo cupo, sulla scia di Dickens ed Henry James, e in questa edizione di Caravaggio – che ringrazio per avermi fornito la copia digitale per la lettura – è accompagnata dalle illustrazioni originali come pure dalle note bibliografiche e di traduzione. Insomma, non siamo più in tempo per Halloween, ma per Natale assolutamente sì 🙂

Vera

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